venerdì 16 aprile 2010

Fini-Berlusconi, separati in casa

[HO CERCATO DI AIUTARE MIO MARITO, HO IMPLORATO COLORO CHE GLI STANNO ACCANTO DI FARE ALTRETTANTO, COME SI FAREBBE CON UNA PERSONA CHE NON STA BENE. E' STATO TUTTO INUTILE. CREDEVO AVESSE CAPITO, MI SONO SBAGLIATA. ADESSO DICO BASTA. Veronica Lario, 3 maggio 2009]
Il partito traballa attraversato dai mal di pancia provocati dai prepotenti coordinatori e dalla fastidiosa sensazione di essere sull’orlo dell’ennesimo giro di valzer, e a fine marzo è passato solo un anno dalla costituzione del Pdl. Giancarlo Galan, il governatore del Veneto, costretto a cedere il passo al leghista Luca Zaira (er pomata) è allo sbando. Claudio Scajola è in attesa degli avvenimenti. Gli ex socialisti veneti Maurizio Sacconi e Renato Brunetta dai bookmaker di Montecitorio sono dati cotti a puntino per un’unione con la Lega. In Sicilia Gianfranco Miccichè si allea con i finiani contro Renato Schifani e La Russa, mentre il presidente della regione Raffaele Lombardo dichiara ufficialmente che il cavaliere è al crepuscolo. Nervosi anche Gasparri e La Russa che non perdono occasione per sottolineare come siano passati dalla parte del capo del governo, ma l’importante è che soprattutto Berlusconi non se lo dimentichi. Rifletti bene su questa decisione di dar vita a gruppi autonomi perché se lo farai l'inevitabile conseguenza dovrebbe essere quella di dover lasciare la presidenza della Camera. Silvio Berlusconi, a quanto riferiscono fonti della maggioranza, avrebbe replicato così al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che nel corso del pranzo a Montecitorio avrebbe ventilato l'ipotesi di dar vita a gruppi autonomi. All'avvertimento del Cavaliere, stando alle stesse fonti, Fini si sarebbe riservato di comunicare una decisione entro la prossima settimana. Ora Berlusconi ''ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni'', afferma Fini in una nota diffusa dopo il suo con Berlusconi.''Quando una maggioranza si divide non resta che dare la parola agli elettori''. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani. ''I gruppi autonomi possono esserci nel caso in cui arrivassero risposte negative ai problemi posti''. Lo afferma il vice capogruppo del Pdl, Italo Bocchino, conversando con i cronisti fuori Montecitorio.

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