martedì 23 marzo 2010

Spiagge e aeroporti alle Regioni, federalismo ai nastri di partenza

[SENZA VEDERE LA SICILIA NON SI PUO' FARE UN'IDEA DELL'ITALIA. E' IN SICILIA CHE SI TROVA LA CHIAVE DI TUTTO. W. Goethe]
Spiagge, laghi ma anche aeroporti di interesse regionale: è la 'fetta' di demanio che nel giro di qualche mese dovrebbe passare sotto la competenza degli enti locali. Il federalismo parte proprio dal demanio e a giorni si terrà la prima riunione della Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale presieduta dall'ex ministro Enrico La Loggia. E' probabile che si tratterà solo di una riunione organizzativa ma già nel giro di un paio di settimane potrebbe essere esaminato il primo decreto attuativo sul federalismo, il decreto sul cosiddetto federalismo demaniale che deve anche passare il vaglio della Conferenza unificata Stato-Regioni. Dunque, il trasferimento dal demanio centrale agli enti locali potrebbe avvenire già nella seconda metà dell'anno. Povera Italia, i comuni , le province e le regioni faranno scempio anche di queste zone. Ma, la classe politica della regione siciliana non sembra avere le idee chiare. Mentre il governatore Lombardo ritiene che la regione, malgrado i pessimi risultati ottenuti in anni non lontani, debba ritornare a fare impresa l'assessore alle attività produttive non condivide questa strategia economica. "E' finito il tempo della Regione imprenditrice che si occupa di tutto e male. Occorre privatizzare laddove possibile, stare sul mercato, perchè ciascuno possa svolgere al meglio quello che sa fare, senza improvvisare". Lo ha detto l'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, intervenendo a Bari al convegno "Il Sud aiuta il Sud", organizzato da Confindustria nel centenario della sua fondazione. "La legalità, il rispetto delle regole, la trasparenza e risposte celeri da parte dell'Amministrazione - ha aggiunto Venturi, ripercorrendo la sua esperienza diretta in seno al nuovo corso della Confindustria siciliana assieme a Ivan Lo Bello e Antonello Montante, che hanno deciso di dire no al pizzo e agli imprenditori collusi - sono gli strumenti necessari, primari, per riaccendere il motore dello sviluppo e della crescita del tessuto produttivo siciliano".
"Sburocratizzare ed eliminare quelle sacche di dannosa lentezza amministrativa, in cui sappiamo che la criminalità organizzata si annida - ha concluso - è il principio da cui dobbiamo partire per rilanciare la Sicilia e per convincere gli imprenditori, italiani e stranieri, che fare impresa in Sicilia non solo è possibile ma è conveniente".

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