giovedì 11 marzo 2010

Sciopero Cgil: fermi aerei, treni, bus

[IN ITALIA SONO TUTTI ESTREMISTI. PER PRUDENZA. Leo Longanesi]
Stop ai trasporti in occasione dello sciopero generale della Cgil di venerdì 12 marzo. Piloti, assistenti di volo e personale di terra di tutte le compagnie aeree e degli aeroporti aderenti al sindacato di Corso d'Italia scioperano per quattro ore dalle 10 alle 14. Sempre di quattro ore, dalle 14 alle 18, la protesta nel trasporto ferroviario. Bus, metro, tram e ferrovie concesse si fermeranno per quattro ore secondo modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia. Lo rende noto la Filt Cgil, la federazione dei trasporti del sindacato. Queste le modalità in alcune delle principali città: Roma dalle 9.30 alle 13.30, Milano dalle 18 alle 22, Napoli dalle 20 alle 24, Torino dalle 17.45 alle 21.45, Firenze dalle 18.30 alle 22.30, Venezia dalle 9 alle 12, Genova dalle 9.35 alle 13.35, Bologna dalle 8.30 alle 12.30. Sciopero anche per il personale di navi e traghetti che ritarderanno di 4 ore le partenze, di camion per tutto l'arco della giornata, di porti e autostrade per 4 ore per ciascun turno di lavoro e dell'Anas per l'intera giornata. Stop per l'intera giornata anche per autonoleggio, soccorso autostradale, autoscuole, trasporti funebri e impianti a fune. La protesta della Cgil contro le modifiche al processo di lavoro sarà uno dei temi che entreranno "a pieno titolo" tra le ragioni della protesta di venerdì con la proclamazione dello sciopero generale della Cgil. Lo ha detto il segretario generale dell'Organizzazione, Guglielmo Epifani, ribadendo che, a giudizio del sindacato di Corso Italia l'arbitrato può apparire una forma di pressione indebita sui lavoratori al momento dell'assunzione. "Non è una libertà in più ma un diritto in meno" dice Epifani, secondo il quale, a differenza di quanto sostiene il governo "é oggi che la strada dell'arbitrato rappresenta una possibilità di scelta da parte del lavoratore". Per la Cgil sui diritti dei lavoratori "si sta consumando, nel silenzio generale una vera e propria controriforma, un attacco insidioso contro i diritti che i lavoratori hanno conquistato in mezzo secolo di storia compresa la tutela dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori".

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