lunedì 15 marzo 2010

La diplomazia ha deluso, la parola alle armi?

[IL BENE PIU' PREZIOSO DELL'ESERCITO E' IL SINGOLO SOLDATO, IL CUORE E L'ANIMA DELLE NOSTRE FORZE DI COMBATTIMENTO. Generale J. Lawton Collins]
L'Iran ha comunicato all'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) di avere un secondo impianto per l'arricchimento dell'uranio. Lo hanno reso noto fonti diplomatiche secondo le quali, il direttore generale della Aiea, Mohamed El Baradei, pochi giorni fa avrebbe ricevuto una lettera dalla Repubblica islamica che conteneva l'ammissione dell'esistenza di un impianto finora sconosciuto. Obama chiederà accesso immediato agli ispettori internazionali al nuovo impianto nucleare iraniano. Secondo informazioni della Casa Bianca, il nuovo sito nucleare è ancora incompleto ma potrebbe contenere fino a tremila centrifughe. Per Parigi il nuovo sito nucleare in Iran rappresenta una ''violazione grave'' delle risoluzioni Onu. Lo hanno fatto sapere fonti governative nella capitale francese. Gli Usa non hanno alcuna intenzione di dare il via libera a Israele per un attacco all'Iran, afferma il presidente Barack Obama. L'interpretazione secondo cui Washington potrebbe autorizzare un blitz contro Teheran non corrisponde 'assolutamente' al vero, sottolinea Obama. Il vice presidente Biden aveva detto che il governo Usa non indicherà a Israele una condotta circa il programma nucleare iraniano, frase che aveva indotto alcuni a pensare ad una via libera dagli Usa. Mahmud Ahmadinejad "é un leader oscuro e tetro, che si concilierebbe con il Medio Evo, che vorrebbe uccidere come all'epoca dell'Inquisizione": lo ha affermato il capo dello stato israeliano Shimon Peres commentando l'intervento del presidente iraniano all' Assemblea Generale delle Nazioni Unite. "Il popolo iraniano ha vergogna di lui, per questo si ribella", ha aggiunto. Ahmadinejad, ha insistito Peres, "predica l'omicidio e l'odio, il terrorismo, il ricorso ad armi nucleari per un genocidio". "Se c'é qualcuno agli antipodi della morale ebraica, questi è proprio lui" ha osservato Peres. In Israele intanto c'é soddisfazione per l'abbandono della sala dell'Assemblea generale da parte di numerose delegazioni diplomatiche durante il discorso di Ahmadinejad. "E' stato un successo della diplomazia israeliana" ha stimato il viceministro degli esteri Dany Ayalon. Nessun commento particolare è stato espresso finora in Israele nei confronti della Svezia i cui rappresentanti sono invece rimasti ad ascoltare il discorso del presidente iraniano. Nelle settimane scorse fra Israele e Svezia (il Paese che ha la presidenza di turno dell'Unione europea) si è creata una crisi in seguito alla pubblicazione su un giornale di Stoccolma di un articolo su un asserito traffico di organi di palestinesi, giudicato in Israele molto diffamatorio. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, nel suo discorso alle Nazioni Unite, ha fatto riferimento alla minaccia rappresentata dal presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. "Non permetteremo a quel leader pericoloso di minacciarci con un secondo Olocausto" ha detto Netanyahu al quotidiano Israel ha-Yom, che gli è politicamente vicino. "Dirò al mondo cosa noi proviamo riguardo l'Iran. E' importante che il mondo ascolti e comprenda cosa noi sentiamo e pensiamo in merito" ha detto ancora Netanyahu.

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