venerdì 26 febbraio 2010

La Cisl contro Ast trasporti

[LE COSE SERIE VANNO AFFRONTATE CON LEGGEREZZA. QUELLE DI POCO CONTO CON SERIETA'. Yamamoto Tsunetomo]
"Con un vero e proprio colpo di mano l'Ast, l'Azienda siciliana Trasporti, si accinge a vendere il 49% della controllata Jonica Trasporti a un operatore privato". Lo denuncia la Fit Cisl Sicilia, il sindacato dei trasporti e dei servizi della Cisl, per bocca del suo segretario generale regionale Amedeo Benigno. "La procedura avviata - dice Benigno - prevedeva il ridicolo prezzo a base d'asta di 145 mila euro appena sufficiente all'acquisto di un paio di autobus, e vanifica la strategia aziendale che nel 2007 aveva valorizzato proprio la Jonica Trasporti, facendo entrare dalla finestra un privato nel capitale Ast, con l'ulteriore rischio di vanificare eventuali operazioni di privatizzazione della stessa Ast, svendendo di fatto l'azienda siciliana trasporti". Alla fine il prezzo si è ridotto ad appena 75 mila euro. Cinque gli autobus di gran turismo utilizzati dalla Jonica. Le tratte sono la Forza D'Agrò-Messina, Fiume Dinisi-Messina, i collegamenti dunque tra la città dello Stretto e i paesi della provincia. I dipendenti sono in tutto 26. "La procedura per la vendita del 49% di Jonica Trasporti è stata già avviata senza darne notizia, nè prevedere concertazione alcuna con il sindacato" dice ancora il segretario generale regionale Fit Cisl. Nel 2007, ricorda il sindacato, l'Ast decise di dismettere alcune linee cedendo i relativi servizi proprio alla Jonica Trasporti, società controllata della medesima Ast. Una operazione che fu condivisa per evitare che si realizzasse una concorrenza interna fra controllante e controllata. Con la cessione a privati delle linee il privato conquista il monopolio dei servizi nell'area attualmente coperta dalla Jonica e diventa anche socio indiretto di Ast. Nel 2009, inoltre, era previsto uno scambio di azioni fra Ast e Jonica (controllante e controllata). "Se la privatizzazione di Jonica si svolge prima - denunciano dal sindacato - di fatto il privato otterrarà, senza gara, azioni anche della società madre Ast, entrando dalla finestra e facendo poi valere i propri diritti di socio privato al momento della privatizzazione di Ast SpA. Si tratta di una procedura che rischia di preludere alla svendita di Ast. Il privato si troverebbe ad acquistare fette di importanti servizi regionali senza gara e a un prezzo inferiore a quello di vendita". Netta presa di posizione del deputato regionale Udc Marco Forzese, leader del Centro democratico siciliano, sulla crisi amministrativa e finanziaria dell’Azienda siciliana trasporti (Ast). Il parlamentare regionale ha tenuto una conferenza stampa per illustrare un disegno di legge che prevede una nuova organizzazione funzionale dell’Ast e delle società partecipate. Forzese, tra l’altro, è stato vice presidente dell’Ast in contrasto con i vertici amministrativi fino ai primi mesi dello scorso anno, quando si dimise per candidarsi all’Assemblea regionale siciliana. “Si rischia una crisi senza ritorno – afferma Marco Forzese – l’Ast oggi non ha una guida amministrativa e attraversa una delicata situazione finanziaria. Voglio denunciare la cattiva gestione dell’azienda che negli ultimi anni ha visto crescere esponenzialmente i costi e, nel contempo, non ha migliorato i servizi di trasporto. Non bastano i meri annunci dell’attuale vice presidente Giulio Cusumano sul taglio delle auto blu quando invece prolificano le assunzioni (oltre 250 negli ultimi mesi) attraverso il ricorso alle agenzie interinali”. Marco Forzese si sofferma anche sul numero eccessivo di dirigenti. “Sono il frutto di pressioni politiche – dice Forzese – che condizionano pesantemente l’Ast. Ancora più anomala è la pletora di avvocati contrattualizzati come consulenti esterni”. Nel ddl è prevista una riorganizzazione degli assetti aziendali e l’abbattimento del numero di dirigenti, l’accorpamento delle società controllate (Ast sistemi, Ast aeroservizi, Jonica trasporti), l’introduzione di un limite alle assunzioni e agli incarichi immotivati evitando ingressi di massa senza l’ombra di un concorso pubblico e l’avviamento di un processo verifica delle capacità professionali dei dipendenti fondato sulla meritocrazia, “prescindendo – sottolinea Marco Forzese – dalla conoscenze e dai rapporti parentali con politici. Ora è necessario un nuovo assetto aziendale che ripristini la meritocrazia e la legalità. Chiedo – conclude Forzese – al presidente Lombardo di azzerare il vertice amministrativo dell’Ast e di proseguire nella sua opera di rinnovamento politico e sociale”.

1 commento:

  1. e' un vero peccato che l'azienda di trasporti piu' importante della sicilia si trovi in una crisi del genere e sottolineo che le perdite annue non sono da sottovalutare

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