mercoledì 20 gennaio 2010

Japan Airlines in bancarotta protetta

[CI SI METTE TROPPO TEMPO PER DIVENTARE GIOVANI! Pablo Picasso]
Japan Airlines fila dritto al tribunale fallimentare sotto il peso di debiti per 2.322 miliardi di yen (26 miliardi di dollari, più dei 16,5 attesi), preparandosi a un pesante piano di ristrutturazione di tre anni per tentare di riemergere dal più grande default non finanziario del Giappone dalla Seconda guerra mondiale. Un déjà vu, molto simile, fatte le dovute proporzioni, al caso Alitalia.Ne consegue che gli azionisti del primo vettore dell’Asia saranno cancellati e i creditori dovranno rinunciare a 730 miliardi di yen (5,6 miliardi di euro). Già visto anche questo dalle nostre parti. Infatti le azioni Jal, che hanno perso più del 90% da inizio mese, ieri hanno chiuso piatte a 5 yen, mentre il cda prepara il delisting, annunciato per il 20 febbraio. Oggi, quindi, la più grande compagnia asiatica in termini di fatturato, vale sul mercato meno del prezzo di un singolo Boeing 747: circa 150 milioni di dollari. Il primo vettore asiatico per ricavi potrà beneficiare delle procedure di bancarotta protetta («abbiamo lavorato d’intesa con la corte distrettuale», ha detto il ministro dei Trasporti, Seiji Maehara, in merito a un possibile rigetto dell’istanza da parte del tribunale), e dovrà rinunciare a 15.661 dipendenti, un terzo della forza lavoro totale, entro marzo 2013. Tra le priorità, Jal dovrà modificare la flotta, eliminando i 37 Boeing 747 jumbo e 16 MD-90 in dotazione sostituendoli con 50 jet regionali per «migliorare l’efficienza dei consumi». Nel mirino, inoltre, il riordino dei collegamenti: 14 rotte internazionali e 17 nazionali (ma potrebbero essere di più), valutate antieconomiche, saranno cancellate. In questo caso tuttavia, se è certa la sforbiciata ai voli per Cina e Corea del Sud, il resto sarà valutato, secondo fonti vicine al dossier, in base all’alleanza che Jal andrà a stringere: in campo ci sono Delta Air Lines che, con SkyTeam (il network che include Air France-Klm e Alitalia), ha offerto poco più di un miliardo di dollari, e American Airlines e i partner di Oneworld che, pur di evitare la fuga del vettore giapponese, hanno rilanciato fino a 1,4 miliardi di dollari.«Il governo non prende posizione - ha rilevato Maehara in merito alle indiscrezioni di un orientamento positivo per Delta, durante il suo incontro con la stampa estera. Non dobbiamo forzare, sarà la compagnia a decidere».Il piano di rilancio della Enterprise Turnaround Initiative Corp (Etic), l’ente pubblico cui il governo ha dato il compito di lavorare alla ristrutturazione, vede il ritorno all’utile nell’esercizio fiscale 2011 (24,1 miliardi di yen) e investirà - dopo l’azzeramento del capitale - 300 miliardi di yen, cui si aggiungeranno prestiti combinati per 600 miliardi da parte della stessa Etic e della Development Bank of Japan (Dbj), istituto che fa capo all’esecutivo. Insomma, una potenza di fuoco da 10 miliardi di dollari, mentre ai creditori è stato chiesto il ’sacrificò di richieste per 730 miliardi di yen.Secondo il ministro è tempo di valutare l’opportunità di riorganizzare il settore aereo. «Come All Nippon Airways (Ana, seconda compagnia giapponese, ndr), Jal è una impresa privata. Dobbiamo pensare se c’è bisogno o no di due grandi vettori, in base alla concorrenza a livello mondiale in questo settore». Il numero uno di Jal, Haruka Nishimatsu, ha rassegnato le dimissioni cedendo il testimone a Kazuo Inamori (78 anni il 30 gennaio), carismatico fondatore del colosso hi-tech Kyocera e di Kddi, secondo operatore di tlc, e dal 1997 monaco buddista. A lui il compito di presiedere la quarta ristrutturazione di Jal in 9 anni, che sarà «strutturale», ha assicurato Maehara. La compagnia è stata cancellata dal listino di Borsa (domani cederà il passo nel Nikkei a Central Japan Railway, l’operatore ferroviario Jr Tokai), al temine di una giornata in cui i titoli sono scesi ai minimi di sempre di 3 yen, con tanto di giallo su uno scivolone a 1 yen. Un’onta per una società fondata nel 1951 come simbolo del Giappone riemerso dalle ceneri della guerra. Japan Airlines, tuttavia, continuerà a volare grazie agli 11 miliardi di dollari di aiuti messi a disposizione da un fondo garantito dallo Stato. Alla cloche una figura insolita nel panorama imprenditoriale giapponese: un monaco-manager, Kazuo Inamori, 78 anni il 30 gennaio, buddista convinto. Fedele al suo rigore monacale, non percepirà un solo yen di stipendio.

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