mercoledì 11 novembre 2009

SOGNANO I DIPENDENTI DELLA GESAP

[FACCIAMO LA GUERRA PER POTER VIVERE IN PACE. Aristotele]
I dipendenti della Gesap continuano a sognare e pensano che con l'arrivo dei privati potrebbero liberarsi di Carmelo Scelta e Giacomo Terranova. Cambiano i tempi, una volta l'impiego pubblico era certezza, rispetto della legalità, oggi non più. Dunque meglio i privati se il loro ingresso permetterà e porterà alla liberazione dall'attuale classe dirigente. I sindacati (esclusa la Cgil) incontreranno giorno 13 il presidente della Provincia di Palermo, per denunciare all'azionista di maggioranza il comportamento dell'attuale management che definire scandaloso è restrittivo. Il presidente dell'Enac però stoppa i tentativi di privatizzazione immediata della Gesap dopo le pressioni di Provincia e Comune. E adesso è bufera sul Falcone e Borsellino, con il presidente di Palazzo Comitini Giovanni Avanti che punta il dito contro il management, a partire dall´amministratore delegato Giacomo Terranova, e il presidente della Camera di commercio Roberto Helg che scende in campo in difesa dall´ad della Gesap.
Di certo c´è che l´assemblea dei soci in programma per domani con all´ordine del giorno «modifica dell´articolo 6 dello statuto» della Gesap andrà deserta. L´articolo 6 prevede che «entro il 30 giugno 2010» non si possa modificare l´attuale assetto azionario. Ma Avanti e il sindaco di Palermo Diego Cammarata premono per una cessione a breve delle quote. Contrario a questa decisione non è solo l´attuale management della Gesap ma anche il presidente della Camera di commercio Helg e il sindaco di Cinisi, Salvatore Palazzolo, che non andranno all´assemblea facendo così mancare il numero legale. Lo scontro è aperto, ma a mettere fine a qualsiasi discussione sulla cessione immediata della Gesap ai privati è stato il presidente dell´Enac, Vito Riggio, sottolineando che «al momento l´aeroporto non ha avuto ancora rinnovata la concessione quarantennale e il contratto di programma», che farebbero lievitare il valore dello scalo dai circa 60 milioni di euro di oggi a una cifra che varia dai 350 ai 500 milioni di euro. «L´aeroporto con la concessione ha un valore di prezzo più alto di quello che sento circolare, ma quello che conta è che i soci devono ricapitalizzare e mettere nuovi soldi - dice Riggio - Il nostro interesse è che Gesap sia ricapitalizzata, personalmente sono favorevole alla privatizzazione, ma non a perdere». Il presidente Riggio non ha capito una cosa fondamentale: per ricapitalizzare occorrono capitali che il comune e la provincia di Palermo non hanno, oppure hanno emergenze finanziarie da risolvere molto più importanti del carrozzone politico - clientelare - affaristico della Gesap. Il presidente Avanti non demorde e punta il dito su «un blocco di azionisti che non vuole aprire ai privati per mantenere lo status quo nonostante i bilanci in perdita»: «La vera intenzione della Provincia è consentire l´ingresso in Gesap di partner per garantire investimenti - dice Avanti - Ciò si ottiene aprendo al mercato attraverso un bando a evidenza pubblica. Sulla stessa nostra linea si muove anche il Comune di Palermo. Abbiamo la consapevolezza che non si possa continuare a risolvere i problemi con gli aumenti di capitale sociale, oggi più che mai impossibili da sostenere e che vengono inghiottiti da un management che continua a produrre perdite d´esercizio. Si oppone alla privatizzazione chi ha soltanto la volontà di mantenere questo sistema di potere che ha anche alimentato conflitti sul piano sindacale».

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