sabato 12 settembre 2009

Il pentito fa tremare Berlusconi

[IN ITALIA CI SONO POCHI IMBECILLI, MA MOLTISSIME CANAGLIE. Filippo Tommaso Marinetti]
Le dichiarazioni dell'ex boss Gaspare Spatuzza sono al centro di nuove inchieste su mafia e politica avviate dalle procure di Milano, Firenze, Palermo e Caltanissetta alle quali, forse, ha voluto far riferimento il premier Berlusconi nel criticare alcuni frammenti di procure: "È follia pura. So che ci sono fermenti in Procura, a Palermo, a Milano. Si ricominciano a guardare i fatti del '93, del '92, del '94... Mi fa male che queste persone pagate dal pubblico fanno queste cose cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese". Siamo al delirio senile, papi Silvio si prende troppo seriamente, ma chi crede di essere. Il neo collaboratore di giustizia Spatuzza ha riferito degli intrecci che i suoi ex capimafia, Giuseppe e Filippo Graviano, avevano fra il 1992 e il 1995 con i politici e gli imprenditori del Nord. I Graviano vennero arrestati da latitanti nel capoluogo lombardo. E le indagini misero in evidenza i contatti che avrebbero avuto a Milano anche con Marcello Dell'Utri, il senatore del Pdl, amico del premier Silvio Berlusconi, condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e per il quale è in corso il processo d'appello a Palermo. A fine mese il pg inizierà la sua requisitoria. Spatuzza è stato interrogato a lungo nei mesi scorsi dal pm di Firenze Nicolosi e dal procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, nell'ambito della nuova inchiesta sulle stragi del 1993, che riguarda molti punti rimasti ancora oscuri nonostante le sentenze di condanna definitiva di mandanti ed esecutori. A Milano è stato aperto uno stralcio, di cui è titolare, appunto, il pm Boccassini, sulla strage di via Palestro che causò cinque morti il 27 luglio '93. Per l'eccidio sono stati condannati definitivamente all'ergastolo i fratelli Giovanni e Tommaso Formoso, ritenuti coordinatore e basista. Dalle indagini era emerso che sarebbe stato proprio Giuseppe Graviano a chiedere ai Formoso di collaborare alla strage. Le rivelazioni di Spatuzza potrebbero riaprire vecchie inchieste archiviate dai giudici in Sicilia. A Palermo, nel 1996, la procura chiese ed ottenne l'archiviazione per riciclaggio nei confronti di Berlusconi e Dell'Utri, indagati con l'aggravante di avere avvantaggiato la mafia. Pochi anni dopo a Caltanissetta il procuratore Gianni Tinebra chiedeva ed otteneva l'archiviazione, sempre per Berlusconi e Dell'Utri, dall'accusa di strage, nell'ambito dell'uccisione di Falcone e Borsellino. Adesso le dichiarazioni di Spatuzza hanno dato nuovo impulso alle indagini riaprendo e rivedendo vecchi filoni d'inchiesta. Infine, pochi mesi fa, i pm di Palermo hanno ritrovato fra le carte che erano state sequestrate a Massimo Ciancimino, una lettera indirizzata al premier in cui - secondo gli inquirenti - i corleonesi chiedevano nel 1994 "all'onorevole Berlusconi" di mettere a disposizione di Cosa nostra una sua rete televisiva, minacciando di morte il figlio se non avesse accolto la richiesta.Rientrato da un viaggio all’estero, Francesco Messineo si dice sorpreso dalle polemiche di questi giorni e si chiede «come possa essere chiamata in causa la Procura di Palermo, con riguardo alle indagini sulle stragi del ’92-’93, sulle quali il mio ufficio non ha competenza alcuna». Il capo della Dda del capoluogo siciliano risponde così a distanza al premier Silvio Berlusconi, il quale aveva parlato di indagini delle Procure di Palermo e Milano sulle stragi Falcone e Borsellino e su quelle del ’93 a Roma, Firenze e Milano, con riferimento alla nascita di Forza Italia e alla discesa in campo dello stesso Berlusconi. «La procura di Palermo - ha detto Messineo - sta svolgendo indagini sulle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, che con noi parla però di omicidi avvenuti in città e non di altri fatti che non rientrano nella nostra competenza».Spatuzza è il dichiarante che ha dato una versione nuova dell’eccidio di via D’Amelio, smentendo i vecchi pentiti: le sue dichiarazioni sul punto vengono trattate a Caltanissetta. Messineo non ha precisato se sia stato riaperto il fascicolo «Sistemi criminali», un’inchiesta archiviata nel 2003, nella quale si cercava di delineare un eventuale intreccio fra mafia, settori deviati delle istituzioni e massoneria. «Su questo non ho riferimenti», ha detto il procuratore. Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, intanto, incalza Berlusconi. «Il premier - osserva - ha attaccato i magistrati di Milano e di Palermo nonostante, come ha detto oggi il procuratore di Palermo, non si stiano occupando di lui. Evidentemente lui sa più cose di loro in ordine a rapporti con la mafia. Allora lo andasse a dire ai magistrati, piuttosto che prendersela con i magistrati».

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