giovedì 25 giugno 2009

Teheran brucia

[Ah, l'odore dei cassonetti che bruciano! E' il profumo della libertà]
L’ufficio elettorale di Mir Hossein Mosuavi ha pubblicato un rapporto sui presunti brogli avvenuti nel corso delle elezioni presidenziali del 12 giugno, chiedendo la creazione di una commissione indipendente che esamini le modalità dello scrutinio. Il rapporto è apparso sul sito web del candidato riformista, e denuncia «l’utilizzo su vasta scala delle risorse del governo in favore del suo candidato», il pres idente uscente Mahmoud Ahmadinejad, risultato eletto con il 63% delle preferenze. «Sono state stampate delle schede elettorali la sera stessa delle consultazioni senza numero di serie, fatto senza precedenti nella storia del Paese», sostiene il rapporto, che nota come siano stati fabbricati «due volte e mezza il numero dei tamponi necessari per la validazione del voto, il che facilita i brogli». Inoltre, sarebbe stato impedito ai rappresentanti dei candidati di essere presenti ai seggi per sorvegliare le operazioni di voto, e interrotta la trasmissione di sms per impedire ogni avvertimento su eventuali irregolarità; infine, vi sarebbero «seri dubbi» sul fatto che le urne fossero vuote prima di essere portate ai seggi, dato che al momento dell’apposizione dei sigilli i rappresentanti dei candidati non erano presenti.
Il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione - che risponde direttamente alla guida suprema Ali Khamenei - ha ribadito che non verrà effettuato alcun riconteggio su vasta scala, dato che non sarebbero state riscontrate irregolarità sufficientemente gravi da giustificare una tale decisione o la ripetizione del voto. Il servizio degli Sms sui cellulari sarà presto ripristinato anche a Teheran dopo gran parte dell'Iran,così il ministro delle Comunicazioni. Il servizio, interrotto alla vigilia delle presidenziali del 12 giugno, ha parzialmente ostacolato le comunicazioni tra sostenitori dell'opposizione che contestano i risultati del voto. Nonostante il blocco, molti messaggi continuano però a essere inviati e ricevuti attraverso Internet e siti di microblogging come Twitter.

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