giovedì 18 giugno 2009

Regione Siciliana:giornalisti assunti senza concorso

[Gioca il colpo che sai giocare meglio, non il colpo migliore per quella situazione se tu fossi capace di giocarlo. Harvey Penick - Bud Shrake]
Ci sono sempre due pesi e due misure; soprattutto se chi stabilisce il peso può contare sulla solidarietà di quelli che, delle misure, hanno goduto in passato e continuano a godere. E’ il caso dell’ufficio stampa della presidenza della regione dove, pensate, servono la bellezza di 20 giornalisti. Alla notizia che un bel gruppetto di questi egregi colleghi potrebbero essere raggiunti da avvisi di garanzia, insieme ai presidenti Lombardo e Cuffaro, c’è stata una alzata di scudi da parte dei sindacati dei giornalisti che, in questo modo, intendono difendere la categoria di fronte ad accuse così circostanziate. La verità è che a Palermo le leggi sono diverse e alla Regione, in materia di giornalisti, hanno sempre governato quei due o tre uomini, referenti di politici importanti. Insomma quando c’è stata la possibilità, sono state fatte leggi apposta, sono stati assunti giornalisti senza contratto, basta che avessero avuto qualche rapporto, giornalistico s’intende, con l’assessore di turno. Toccava forse all’Associazione della stampa e all’Ordine, in quegli anni, quando, dicono i magistrati,si bandivano concorsi ad hoc, fare da controllo, ricorrere alla tanto decantata etica, ma, si sa, dare lavoro ad un amico giornalista è un’opera di bene. E infine c’è la questione dell’autonomia regionale. Dicono i rappresentanti sindacali della stampa siciliana da 30 anni abbiamo sempre agito a modo nostro ottenendo trattamenti economici diversi dagli altri grazie al difficile compito che ogni giorno svolgiamo. Pensate alla “mole” di comunicati che partono dai vari assessorati! Ecco comunque il comunicato sindacale che conferma la differenza che esiste tra i giornalisti normali e quelli della regione. Chissà perchè? Chiedetelo all’Assostampa!!Suscita sconcerto la decisione della procura di Palermo di iscrivere nel registro degli indagati i 20 giornalisti dell’ufficio stampa della presidenza della Regione siciliana”. Lo affermano i rappresentanti della Federazione nazionale della stampa italiana e dell’Associazione siciliana della stampa. ”L’ipotesi di reato (concorso in abuso in atti di ufficio) lascia intendere che sulla vicenda delle nomine dei giornalisti aleggi un che di misterioso e inquietante, così come sulla qualifica di redattore capo prevista dal contratto di lavoro giornalistico. In realtà - spiegano Fnsi e Assostampa - l’ufficio stampa e documentazione presso la presidenza della Regione venne istituito oltre trenta anni addietro con un’apposita legge regionale, poi seguita da un accordo sindacale recepito dal governo regionale, che prevedeva per i giornalisti proprio il riconoscimento del trattamento giuridico ed economico di redattore capo. Peraltro in Sicilia, nel pieno rispetto della legge 150, il contratto nazionale di lavoro e le relative qualifiche da applicare ai giornalisti che operano negli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni sono stati recepiti da un accordo sindacale”. Spiega ancora il sindacato che “l’intesa, firmata da Fnsi e Associazione della Stampa con l’assessorato alla Presidenza, e ratificata da un decreto assessoriale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, fissando i profili professionali e il relativo trattamento economico dei giornalisti, di fatto ha messo ordine in ragione delle osservazione della Corte Costituzionale”. La Suprema Corte aveva cassato quelle parti delle leggi regionali riguardanti proprio le qualifiche contrattuali dei giornalisti degli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni sottoposte al controllo della Regione, stabilendo che le stesse qualifiche non possono essere attribuite per legge ma solo per contrattazione tra le parti. Contrattazione che è infatti avvenuta creando un collegamento organico tra le prime norme che riguardano la Regione e il sistema contrattuale che riguarda il territorio”. La Regione Sicilia è esigente. E per l’Ufficio stampa della presidenza ha preteso solo personale altamente qualificato. Al punto da assumere, per chiamata diretta e senza regolare concorso, 20 giornalisti riconoscendo, ad ognuno di essi, la qualifica di caporedattore. Come se l’esercito arruolasse direttamente tenenti-colonnello senza ingrassare i ranghi con la truppa. Il meccanismo di assorbimento dei 20 giornalisti ha destato la perplessità della procura di Palermo che ha aperto un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati 24 persone, tra cui il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, l’ex governatore, Salvatore Cuffaro, e il capo dell’ufficio legislativo e legale della Regione, Franco Castaldi. L’accusa: abuso d’ufficio. Sotto inchiesta anche i giornalisti dell’ufficio stampa, quattro dei quali hanno già ricevuto un avviso di garanzia e saranno interrogati nei prossimi giorni. L’indagine, che si riferisce a fatti accaduti nel 2004, è partita dopo la trasmissione degli atti da parte della Procura della Corte dei Conti, che aveva chiesto il risarcimento del danno erariale, per 4 milioni di euro. L’organico a disposizione dell’ufficio stampa della Presidenza della regione Sicilia, che gode di ampia autonomia legislativa, è stato di volta in volta ritoccato al rialzo. L’Assemblea regionale, un vero e proprio parlamentino, ha cambiato la legge del 1976 prevedendo l’assunzione anche di giornalisti pubblicisti. Palazzo dei Normanni, dal 2004 a oggi, è intervenuto moltiplicando il numero dei giornalisti seguendo la tabellina del 4: prima 4 poi 8, poi 24. Tutti caporedattori. Evidentemente la Si­cilia ama particolarmente il personale qualificato. Ad Aprile una nuova infornata di assunzioni e promozioni ha portato la regione a regalarsi, in un colpo solo, 500 dirigenti in più. Fino ad averne, ai Beni Culturali, ben 770 su 3.450 dipendenti.

Nessun commento:

Posta un commento