domenica 24 maggio 2009

SCANDALO A FIRENZE

[nella foto: il sindaco di Firenze,Leonardo Domenici]

La Firenze degli scandali offre nuovi tasselli di perplessità. Piccole tessere, forse, che compongono un mosaico carico di interrogativi sulla gestione della
metropoli. L'ultima scoperta riguarda le buono uscite d'oro della Ataf, la municipalizzata dei trasporti: cinque manager si sono portati via un ricco extra, in tutto un milione di euro. Un bel regalo, confezionato con soldi pubblici. La Guardia di Finanza è entrata in azione dopo un esposto dei Cobas e una polemica sollevata a Palazzo Vecchio dal capogruppo del Ps. L'Ataf infatti è un consorzio di nove municipi, ma il Comune di Firenze ovviamente è di fatto l'azionista più importante. E mentre l'opposizione si è rivolta al sindaco Leonardo Domenici chiedendo spiegazioni, gli investigatori hanno rifatto i calcoli e hanno presentato denuncia alla magistratura contabile. Secondo le Fiamme Gialle, la responsabilità per quei doni che valgono un milione è dell'assessore fiorentino Tea Albini, del presidente e di uno dei membri del Cda ed 'ex sindaco della confinante Campi Bisenzio: gli viene contestato di non avere esercitato il dovere di controllo sulle elargizioni. Solo nel caso del direttore generale Sassoli, sostituito con l'ex top manager della Trambus capitolina, l'azienda fiorentina ha rischiato di dovere regalare tre anni di stipendio: più di mezzo milione, solo per essersi scordata di dargli il preavviso. In un vecchio film, Totò truffava un disoccupato assumendolo per censire i piccioni di piazza San Marco. E forse è a quello che si sono ispirati i dirigenti di Palazzo della Signoria nell'assegnare una delle consulenze più folli degli ultimi anni. Il Comune di Firenze, guidato da Leonardo Domenici, ha pagato un professionista esterno per contare le rastrelliere delle biciclette. Avete letto bene: uno specialista per «il monitoraggio dello stato delle rastrelliere» dove si parcheggiano i velocipedi. Compenso per la missione: ben 12.600 euro. Possibile che tra tutti i dipendenti del municipio fiorentino non ci fosse nessuno per svolgere lo stesso lavoro? La vicenda, che risale al dicembre 2003 ed è stata rivelata dal "Corriere di Firenze", è emersa grazie a un'inchiesta della Finanza. Adesso la Corte dei Conti ha chiesto spiegazioni al dirigente del Comune: la magistratura vuole sapere come è possibile che nessun dipendente fosse in grado di portare a compimento lo stesso censimento. Il funzionario nel mirino non è un travet qualunque, ma l'ex presidente dell'ordine degli architetti. A proposito, la Guardia di Finanza ha trovato anche un'altra consulenza sorprendente: un dossier sullo stato dei bagni pubblici. Impresa per cui un professionista esterno ha ricevuto tremila euro. Almeno in questo caso, si può letteralmente parlare di soldi buttati nel gabinetto.

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