martedì 21 aprile 2009

Colaninno salvato dall'indulto




Roberto Colaninno, l'uomo immagine, la mente, il capofila della cordata di 16 investitori pronti ad aprire il portafoglio per rilanciare gli aerei di Stato, dice di muoversi "per il bene del Paese". È stata Intesa, dopo la fine dell'avventura in Telecom Italia, a chiamarlo cinque anni fa al capezzale di una Piaggio sull'orlo del tracollo. Per favorire il rilancio, e quindi il rientro dalla loro pesante esposizione, Passera e gli altri banchieri hanno trasformato in capitale una parte dei loro crediti verso l'azienda motoristica. Nel frattempo è ripartito anche il mercato delle due ruote e così il risanamento si è concluso a tempo di record con lo sbarco in Borsa del gruppo. I proventi della quotazione sono serviti a rimborsare in parte gli istituti di credito. Ma di recente la marcia trionfale di Piaggio ha rallentato il passo. In Borsa, nell'ultimo anno, il titolo ha perso il 50 per cento circa contro un calo del 30 per cento del listino. E i piani industriali sono stati corretti al ribasso alla luce della diminuzione delle vendite. La scommessa per il futuro è quella dei mercati dell'Estremo Oriente, dove Piaggio è già presente in forze. Ma è una scommessa che richiede ancora pesanti investimenti. Per questo da tempo la Borsa ipotizza che Colaninno possa essere tentato da un disimpegno. E le voci sono aumentate quando è entrato da protagonista nella partita Alitalia. Saltare dalla Vespa all'aereo sarebbe un modo per salvare i bilanci e la sua immagine di imprenditore vincente.Roberto Colaninno (Mantova,agosto 1943) è un imprenditore italiano.Origini pugliesi,di Acquaviva delle fonti (BA).Sposato, con due figli, di cui uno,il primogenito Matteo, è anch'esso imprenditore e deputato dal 2008 nelle file del Partito Democratico. La sua carriera di manager inizia in FIAAM azienda italiana di componenti per auto con sede a Mantova, di cui diviene amministratore delegato. Nel 1981 fonda la SOGEFI, società di componentistica meccanica, con sede a Mantova, entrata nell'orbita della CIR dell'ingegner De Benedetti. Nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti. In quegli anni trasforma l'azienda da una società leader di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel. Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (opa) totalitaria su Telecom Italia, con l'appoggio di Massimo D'Alema, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione a leva finanziaria (Leverage BuyOut, una tecnica finanziaria che consiste nell'utilizzare i flussi di cassa della società acquisita per pagare i debiti contratti nella fase di acquisizione), mai operata in Italia. Come soci dell'operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani, soprannominato la razza padana dell'imprenditoria, guidati da Emilio Gnutti e riuniti nella società Hopa Spa. L'operazione riesce, creando tuttavia un grosso debito in Telecom stessa, che la renderà vulnerabile ad una scalata successiva. In conseguenza di ciò, nel 2001 vende la Telecom a Pirelli e Benetton, creando una notevole plusvalenza (1,5 miliardi di euro) nelle casse di Bell, la società veicolo lussemburghese con la quale Colaninno e Gnutti ottennero il controllo di Telecom. Per questa plusvalenza la società è stata indagata per evasione fiscale e multata dall'Agenzia delle entrate per 1,937 miliardi di euro. L'accertamento con adesione a cui hanno aderito i soci di Bell ha permesso la riduzione delle sanzioni ad un quarto del minimo, così la società ha dovuto versare al Fisco solamente 156 milioni. Nel 2002 acquista IMMSI società operante nel settore immobiliare, e di Piaggio, che oggi è il più grande produttore europeo e il quarto mondiale di veicoli a 2 e a 3 ruote.Nel 2008 viene costituita una "newco", una società che ha acquisito Alitalia. La società, denominata Compagnia aerea italiana,dotata di un consiglio di amministrazione presieduto da Roberto Colaninno. La stessa CAI riesce, dopo estenuanti trattative e mille polemiche, a raggiungere un accordo con i sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL e UGL) il 25/09/2008.Condannato a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crac Italcase-Bagaglino nel dicembre 2006, interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, pene condonate grazie alla legge sull'indulto. Sul libro di Dragoni "La paga dei padroni" vengono spiegati i meccanismi attraverso i quali Roberto Colaninno coadiuvato da Rocco Sabelli abbiano potuto realizzare alcune scalate, cita l'acquisizione della Telecom e quella della Piaggio. Dragoni scrive che nella maggior parte dei casi i capitali utilizzati per l'acquisizione delle società vengono scaricati sulle aziende stesse sotto forma di debiti, aziende che si trovano a ripartire con uno "zaino" pesante. Non si ferma solo a questo ma spiega anche come i compensi dei manager derivino da speculazioni azionarie a danno dei risparmiatori che investono su queste nuove società non appena esse vengono quotate in borsa. Le azioni vengono poste sul mercato a prezzi gonfiati, i manager realizzano i propri guadagni vendendo le azioni che si sono assegnati, poi le azioni scendono al loro reale valore di mercato e gli unici a rimetterci sono gli investitori ed i piccoli risparmiatori.

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