mercoledì 25 febbraio 2009

PRENDI I SOLDI E SCAPPA

La lista degli speculatori truffaldini si allunga. Proprio nella settimana in cui gli agenti dell’Fbi stanno soffiando sulla tela di «Mutuo maligno», l’operazione che ha portato sott’accusa oltre 400 persone e in carcere più di 300, tra le quali anche gli ex top manager di Bern Stars Ralph Cioffi e Mattewh Tannin, la polizia di New York è sulle tracce di Samuel Israel, un trader che è accusato di aver sottratto 450 milioni di dollari a decine di investitori attraverso il suo fondo Bayou Grop.Israel - abituato a vivere alla grande, tanto da risiedere in una delle ville che furono di Donald Trump, pagando un affitto di 30 mila dollari al mese - ha tentato l’ultima truffa anche ai danni dei detective della Grande Mela. Il 9 giugno scorso doveva presentarsi in un penitenziario del Massachussets, dove avrebbe dovuto scontare la pena di 20 anni di carcere (ne rischiava 30, ma ha avuto lo sconto perché ha collaborato con le autorità). Ma ha preferito inscenare il suicidio: la polizia ha trovato il suo Suv vicino ad un ponte e un biglietto con scritto «il suicidio è indolore». Il suo corpo non è stato trovato, gli agenti non se la sono «bevuta» e lo hanno dichiarato latitante. Certo, 450 milioni sono poca cosa, volendo, rispetto alla frode da 7,2 miliardi di dollari, 4,9 miliardi di euro contestata a Jérome Kerviel, il trader della seconda banca francese Société Générale, ormai passato alla storia e alla celebrità. Già, Kerviel. Che ne sarà ora del suo futuro? E che cosa ne sarà di quello di tanti altri speculatori che sono in odore di sbarre? Qualche indicazioni potrebbe venire dalla storia personale di altri traders che, prima di loro, sono finiti sotto i riflettori per aver messo sotto i piedi codici deontologici e penali. Un club piuttosto ampio, quanto ad iscritti d’ufficio. Qualcuno, la buona parte, è finito in prigione; altri hanno cambiato decisamente vita; altri ancora, hanno firmato una cambiale con la dea fortuna. Jérôme Kerviel (Pont-l'Abbé, 11 gennaio 1977) è un trader della Société Générale. Consegue un Bachelor Degree in Economia e Finanza presso l'Università di Nantes e successivamente un Master nella medesima Facoltà, all'Università di Lyon. Dal 2000 viene assunto dal terzo gruppo bancario francese, Société Générale, al Middle Office. Nel 2002 diventa assistente trader per poi conseguire la qualifica di trader nel 2004. Attualmente è accusato dai vertici della banca francese di essere il responsabile di una perdita pari a 4,9 miliardi di euro, a causa di rischiose posizioni finanziarie da lui occupate, per un totale di 50 miliardi di euro prima della chiusura delle posizioni. Lo scandalo è scoppiato a fine gennaio 2008. Tutt'ora non è chiaro come gli organi di controllo dell'azienda non siano entrati in funzione molto tempo prima, nonostante le cifre in gioco fossero realmente ingenti. Se la responsabilità di Kerviel nella perdita da quasi 5 miliardi di euro sarà accertata dalla procura di Parigi, avrà superato il record dell'inglese Nick Leeson, che aveva fatto registrare 827 milioni di sterline di perdite e il fallimento della banca Barings. Nick Leeson, per esempio. E’stato uno dei primi trader inglesi a negoziare contratti futures ed altri derivati, le cui azioni provocarono il fallimento della Barings Bank, la più vecchia e una delle più prestigiose banche d’investimento del Regno Unito. Leeson operava (senza l’autorizzazione dei suoi superiori) soprattutto sul mercato monetario di Singapore: cominciò nel 1992 e in principio gli andò bene; quando arrivarono le prime perdite, le registrò segretamente sull’account error 88888 (8 è considerato uno dei numeri fortunati dai cinesi) e le nascose. Il tracollo seguì nel 1995, quando Nick scommise sul rialzo del mercato asiatico, andato in collasso. Non la indovinò e fuggì, lasciandosi dietro le spalle una perdita di 827 milioni di sterline (1,3 miliardi di dollari) e una nota ai suoi superiori. «I’m sorry», mi dispiace. La scoperta degli 827 milioni di sterline persi mandarono, invece, in fallimento la prestigiosa banca inglese che a sua insaputa era il maggior cliente di Leeson. La Barings Banks venne in seguito acquistata al prezzo simbolico di una sterlina dalla banca tedesca ING. Dopo essere volato in Malesia, Brunei ed infine Germania, Lesoon fu arrestato e riportato a Singapore il 2 marzo 1995, per poi essere processato e condannato a sei anni e mezzo di prigione. Le accuse furono di frode e manomissione di documenti sulla base dei quali la Barings Bank non s'accorse delle perdite esorbitanti che il suo trader accumulava ogni giorno. Leeson fu rilasciato nel 1999 dopo la diagnosi di cancro al colon contratto in carcere. Sopravvissuto alla sua malattia, è ritornato nel Regno Unito dove ha pubblicando la sua autobiografia Rogue Trader, dal quale è stato prodotto l'omonimo film con protagonisti gli attori Ewan McGregor e Anna Friel. Nick Leeson attualmente vive a Barna, nella parte occidentale dell'Irlanda, assieme alla sua seconda moglie Leona e a tre figli. La prima moglie, che lo aiutò a redigere parte della sua autobiografia, lo lasciò una volta venuta a sapere dei suoi costanti tradimenti. Oggi è ospite regolare in trasmissioni televisive finanziarie e non; è stato inoltre designato come Commercial Manager della squadra di calcio Galway United nell'aprile 2005 raggiungendo già nel novembre dello stesso anno la posizione di general manager. Il 23 giugno 2005, Leeson ha pubblicato il suo nuovo libro Back from the Brink: Coping with Stress, che riprende la storia di Rogue Trader da dove l'aveva lasciata, includendo tra l'altro una discussione con lo psicologo Ivan Tyrrell il quale spiega come i continui livelli di stress che hanno provocato in Lesoon danni fisici e mentali possono essere relazionati a quelli di molti altri nella stessa situazione. Altri trader sono ancora dietro le sbarre. Come John Rusnak, di Baltimora, che s’è beccato 7 anni e mezzo per il buco di 691 milioni di dollari arrecato alla Allied Irish Banks. O Chen Jiulin, che ha lasciato una perdita di 550 milioni di dollari nella «schiena» della China Aviation Oil Corp. di Singapore. Qualcuno, invece, ha scelto l’oblìo: è il caso di Yasuo Hamanaka, detto Mister Copper, che negoziò contratti infedeli sul rame per 2,6 miliardi di dollari a danno della Sumitomo Corp. e che ora, dopo aver trascorso otto anni in galera, vive anonimamente in un quartiere di Tokio. E poi ci sono quelli che hanno svoltato. Toshihide Iguchi, ad esempio, che tra gli Anni ‘80 e ‘90 ha causato una perdita di 1,1 miliardi di dollari alla divisione americana della Daiwa Bank. Quattro anni di carcere, in cui ha conosciuto il mafioso Greg Scarpa Junior, il terrorista Ramzi Yousef (World Trade Center, 1993) e George Harp, il fondatore dell’Aryan Brotherhood, una gang che conta molto dietro le sbarre, che lo ha difeso dai Latin Kings e distolto dai brutti pensieri. Con quest’ultimo è nata un’amicizia: Iguchi gli parlava di futures e bond, Harp di rapine in banca. «Qualcosa di molto simile al trading», ha commentato di recente al Wall Street Journal il trader pentito. In prigione, Iguchi ha scritto anche un libro, che è diventato un best-seller in Giappone, dove oggi - è un nipponico naturalizzato in Usa - è ritornato. Ha aperto una scuola d’inglese, vicino a Kobe, grazie a un prestito della madre. Il libro era andato bene, ma i diritti gli sono serviti per pagare la multa di 2,6 milioni di dollari inflittagli dal tribunale.

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