mercoledì 15 luglio 2020

27/7 ultima fase test vaccino

[In realtà, la globalizzazione è un altro nome con il quale si esercita il ruolo dominante degli Stati Uniti. Henry Kissinger] Maggiore copertura dei test, tracciabilità dei contatti, miglioramento della sorveglianza, maggiore accesso ai servizi medici: l''Ue si prepara ad una possibile nuova ondata di coronavirus e presenta una serie di misure, ha annunciato oggi la Commissione europea, tra cui l'ok all'interoperabilità delle app per il tracciamento oltre i confini nazionali. Si sottolinea inoltre che la necessità di affrontare i nuovi focolai in modo efficiente richiederà uno stretto coordinamento, con azioni a breve e lungo termine per rafforzare la risposta degli Stati. "Più di 12 milioni di casi di Covid-19 sono stati registrati in tutto il mondo, con più di 550.000 morti, centinaia di milioni di posti di lavoro sono andati perduti e si registra il più grande calo di reddito pro capite dal 1870'', ha ricordato. E' la realtà raccontata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel corso di un Forum sullo sviluppo durevole organizzato dal Consiglio economico e sociale dell'Onu. "Circa 265 milioni di persone potrebbero dover affrontare una grave insicurezza alimentare entro la fine dell'anno, il doppio del numero di persone a rischio prima della crisi", ha aggiunto. Per questo ''la gravità della crisi non deve essere sottovalutata", ha affermato il Segretario generale. Secondo Guterres, mentre il mondo ha bisogno di fare progressi, la pandemia "ci allontana dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile". ''Disuguaglianza all'interno e tra i paesi; mancanza di investimenti e il disprezzo per l'ambiente naturale sono tra i motivi che hanno innescato gli effetti devastanti della crisi di Covid-19'', ha detto. Il mondo non potrà tornare alla "vecchia situazione cosiddetta normale", ha riconosciuto Guterres.  L'azienda biotech americana Moderna ha annunciato che il 27 luglio entrerà nella fase finale dei test clinici per il suo vaccino anti covid-19, diventando la prima società al mondo a raggiungere questa tappa.   A questa fase parteciperanno 30 mila persone, metà delle quali riceverà una dose di 100 microgrammi mentre l'altra assumerà una sostanza placebo. Lo studio dovrebbe durare sino al 27 ottobre.    Intanto, il noto immunologo americano Anthony Fauci - il membro più autorevole della task force della Casa Bianca contro il Covid-19 - prevede che un vaccino per il coronavirus dovrebbe essere pronto "entro il prossimo anno, anno e mezzo". Salgono a 248.379 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.691 contagi registrati nelle ultimi 24 ore. Le vittime in un giorno sono 153, dopo il record di 200 morti di ieri, per un totale di 12.084 decessi confermati. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.309, mentre i pazienti guariti diventano 209.463. I test effettuati finora sono 1.872.391. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Sadat Lari, spiegando che sono 9 le province attualmente classificate come zone "rosse", cioè ad alto rischio, e che altre 10 sono "in allerta" per un aumento dei malati, tra cui Teheran.  Stop a matrimoni e funerali in Iran dopo l'aumento negli ultimi giorni di contagi e morti di Covid-19. Lo ha annunciato il presidente Hassan Rohani, spiegando che il divieto resterà in vigore fino a nuovo ordine.    "Altre rigide restrizioni verranno nuovamente imposte nelle città in cui i protocolli sanitari non vengono rispettati", ha poi avvisato il capo del governo di Teheran.    Nella Repubblica islamica si registrano oltre 248 mila casi e 12.084 vittime, con 209 pazienti guariti. Il Messico ha deciso di prorogare per altri 30 giorni, per la terza volta, le restrizioni al confine con gli Stati Uniti: lo ha reso noto il ministero degli Esteri, secondo quanto riporta la Cnn. "Dopo avere verificato l'aumento della diffusione di Covid-19, il Messico ha proposto agli Stati Uniti l'estensione delle restrizioni a tutto il traffico non essenziale al confine comune per altri 30 giorni", ha annunciato il ministero sul suo account Twitter. "Le misure saranno valide fino al 21 agosto 2020", ha aggiunto. La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez ha reso noto che a partire da oggi Caracas e lo Stato di Miranda torneranno al lockdown rigido della 'fase 1' delle misure adottate per il contrasto della pandemia da coronavirus. Rodríguez ha indicato che il presidente Nicolas Maduro ha ordinato questo inasprimento visto l'aumento dei casi di contagio nelle due zone, con il proposito di tutelare la salute della popolazione. In Venezuela questa settimana è stato introdotto uno schema definito '7x7', che consiste in una flessibilizzazione della quarantena a tre livelli. Il primo è quello del lockdown più radicale che riguarda un focolaio nello Stato di Zulia ed in specifici municipi (Vigía in Mérida e Cumaná in Sucre). Il secondo livello implica misure parziali di apertura per la cittadinanza in 13 Stati venezuelani con l'avvio di attività economiche in dieci settori. Infine il terzo livello è riservato a dieci Stati, in cui le attività economiche autorizzate salgono a 24. In tutto il territorio nazionale si mantiene la quarantena per la pubblica amministrazione, il settore educativo a tutti i livelli, le rivendite di bevande alcoliche, i caffé, i locali notturni ed i ristoranti, che potranno operare attraverso il delivery, mentre restano infine fortemente limitati gli eventi pubblici. Ieri sera Maduro ha annunciato che nelle 24 ore precedenti il bilancio delle vittime della pandemia ha raggiunto i 10.010 casi ed i 96 morti. Il numero totale dei contagi da coronavirus in Afghanistan è salito di 254 nelle ultime 24 ore per raggiungere i 34.994. Lo rende noto il ministero della Sanità, sottolineando che si tratta di una riduzione rispetto ai circa 800 nuovi casi registrati ogni giorno nelle ultime settimane. Tuttavia la stessa fonte ammette che i dati sono sicuramente più elevati, perché molti pazienti non si recano negli ospedali per essere sottoposti ai test. I morti per il Covid-19 nelle ultime 24 ore sono 32, con il totale che sale a 1.094. Finora 22.456 pazienti sono guariti.   Il ministro delle Risorse minerarie e dell'Energia del Sudafrica, Gwede Mantashe, è risultato positivo al test del coronavirus assieme a sua moglie. La coppia è in isolamento e il ministro continuerà a lavorare da casa, come affermato in una dichiarazione del governo sudafricano. Si tratta della terza serie di test cui è ricorso Mantashe dallo scoppio della pandemia di Covid-19. "Il ministro ha ordinato a tutti i membri del suo ufficio privato al governo di fare test", aggiunge la nota. Il Sudafrica conferma attualmente circa 287.000 casi di coronavirus e oltre 4.000 decessi, i numeri più alti del continente.

Cyber-attacchi israeliani contro l'Iran

[Se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. San Paolo] "Gli Stati Uniti e il regime sionista farebbero bene a godersi questi giorni, perché li aspettano giorni difficili". È l'avvertimento lanciato dal generale Esmail Ghaani, comandante delle forze Qods dei Pasdaran iraniani responsabili per le operazioni all'estero, carica in cui è succeduto a Qassem Soleimani, ucciso nel gennaio scorso in un raid americano a Baghdad.    "Quello che accade negli Usa,, specialmente l'incidente alla nave da guerra" USS Bonhomme Richard alla base navale di San Diego, su cui un'esplosione ha provocato domenica il ferimento di 18 marinai, "è un tormento divino per i loro comportamenti e crimini del passato", ha aggiunto il comandante, citato dalla Fars, sostenendo che quindi gli americani non devono accusare gli altri, ma prendersela solo con se stessi.  Nuovo misterioso incidente in Iran, dopo i sospetti sabotaggi stranieri dei giorni scorsi. Almeno 7 navi hanno preso fuoco nei cantieri navali di Delvar Kachti nel porto sudoccidentale di Buhsher, sul Golfo Persico. Lo
riferisce l'Irna, precisando che non risultano vittime. I vigili del fuoco sono al lavoro per cercare di domare le fiamme nella zona meridionale del porto, dove si segnalano fitte nubi di fumo nero. Si tratta dell'ultimo di una serie di incidenti, soprattutto incendi ed esplosioni, avvenuti nella Repubblica islamica con cadenza quasi quotidiana da un paio di settimane. Teheran ha sempre negato una regia straniera, parlando di episodi casuali, ma secondo diversi analisti almeno alcuni potrebbero essere riconducibili a cyber-attacchi di Paesi ostili, in particolare Israele. Tra i siti colpiti ci sono anche alcuni impianti del programma nucleare iraniano. Salgono a 262.173 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.521 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 179, per un totale di 13.221 decessi confermati dall'inizio della pandemia.   I ricoverati in terapia intensiva ammontano a 3.389, mentre i pazienti guariti crescono a 225.270. I test complessivi effettuati sono oltre due milioni (2.023.079). Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Sanità iraniano Sima Lari. L'accordo sul programma nucleare iraniano è ormai "in serio pericolo" a causa delle "politiche Usa di massima pressione e della sostanziale conformità ad esse dell'Europa". E' quanto scrive l'ambasciata iraniana in Italia in un comunicato diffuso in occasione del quinto anniversario della firma dell'intesa fra Iran, Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia, abbandonata nel 2018 da Washington, che ha reintrodotto pesanti sanzioni contro la Repubblica islamica.     L'ambasciata sottolinea che l' unico risultato ottenuto dall'Iran in seno all'accordo, che è alla base della risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, è la fine delle restrizioni sull'acquisto di armi convenzionali, a partire dal prossimo ottobre. Ma se le restrizioni venissero prorogate in seno al Consiglio di Sicurezza, come vogliono gli Stati Uniti, "verrebbe meno ogni aspettativa nei confronti dell'Iran di rimanere nell'accordo". "L' Ambasciata della Repubblica islamica dell'Iran - si legge ancora nella nota - nutre l' aspettativa nei confronti delle autorità e dell'opinione pubblica italiana che nel nome dei diritti del popolo iraniano vengano condannate le disumane politiche di massima pressione americana e chiede ai governi dei Paesi europei di agire fattivamente in direzione di un rafforzamento dell'accordo, osservando gli impegni sottoscritti e adottando politiche indipendenti realmente efficaci" .  
   Nel comunicato si sottolinea in particolare che, dopo la reintroduzione delle sanzioni americane, i Paesi europei firmatari dell'intesa si erano impegnati a salvaguardare le relazioni economiche con la Repubblica islamica, per consentire la continuazione della vendita di petrolio, prodotti petrolchimici e derivati , la continuazione di transazioni bancarie, di trasporti efficaci, crediti all'export, investimenti in Iran, sostegno alle attività economiche e commerciali. "Con questo intento - sottolinea l'ambasciata - sono stati annunciati strumenti come Instex (nel 2019), che seppur in tempi lunghi sono stati parzialmente attivati, si sono rivelati di ben poca utilità purtroppo a causa della fondamentale mancanza di un meccanismo in grado di offrire copertura finanziaria".  Crescono gli appelli alle autorità in Iran per bloccare le condanne a morte dei tre giovani arrestati durante le proteste dello scorso novembre contro il caro benzina. La conferma della sentenza contro i tre - Amirhossein Moradi, Mohammad Rajabi e Saeed Tamjidi - era stata annunciata ieri. Gli appelli perché sia risparmiata loro la vita sono stati lanciati da migliaia di utenti, soprattutto sui social media, chiedendo anche una moratoria generalizzata delle esecuzioni nella Repubblica islamica, che negli ultimi giorni hanno visto una recrudescenza.    Diversi i personaggi pubblici che si sono uniti all'iniziativa, tra cui i registi Asghar Farhadi - due volte premio Oscar - e Tahmineh Milani e gli attori Mahnaz Afshar, Taraneh Alidousti e Navid Mohammadzadeh.     Secondo il sito di monitoraggio Netblocks, l'accesso a internet in Iran è stato rallentato la scorsa notte durante il picco della protesta. 


Un futuro in deroga per Aviapartner Palermo?

[Vi sono suicidi invisibili. Si rimane in vita per pura diplomazia, si beve, si mangia, si cammina. Gli altri ci cascano sempre, ma noi sappiamo, con un riso interno, che si sbagliano, che siamo morti. 
Gesualdo Bufalino] Convocare una riunione con i sindacati di venerdì 17 porta male per i lavoratori. Aviapartner Palermo dalle 15,30 alle 17,00 presenterà la nuova stagione di sacrifici (fine cig in deroga e nuovi scenari) la tragedia verrà trasmessa in skype meeting. Indubbiamente prepariamoci al peggio. Speriamo che il monte ore, tanto amato dall'azienda, venga comunque respinto. Meglio la fame della cig in deroga, sperando in un prolungamento, alle stesse condizioni attuali che la mortificazione del monte ore. Tanto finita l'estate restano le briciole, come sempre. Registriamo che per la prima volta i permessi sindacali si possono prendere a ore, una volta quando si svolgevano trattative sindacali i permessi erano per tutta la giornata. Noto con stupore che alcuni rappresentanti sindacali ritengono di essere più responsabili dell'azienda che incomprensibilmente decidono di venerdì (quando il lavoro aumenta) di incontrare i sindacati. Morale della favola qualcuno avrebbe deciso di non partecipare alla riunione perché ritiene di essere più responsabile dell'azienda, dunque non abbandonerà la prima linea. Effetti collaterali, che alla lunga possono essere devastanti,  della patologia del coronavirus.   Con la pandemia c'è stato un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, con i quali il governo ha aiutato milioni di lavoratori", allo stesso tempo però sono venuti alla luce "i limiti e le fragilità" del loro attuale assetto: adesso, con questa riforma, "tutti i lavoratori dipendenti devono entrare in un meccanismo assicurativo che sia in grado di tutelarli, nessuno escluso". Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, aprendo i lavori della commissione per la riforma degli ammortizzatori sociali. "L'obiettivo è superare la frammentarietà del sistema attuale e costruirne uno tendente all'universalismo e alle politiche attive", ha spiegato. E ha aggiunto: "Abbiamo tempi stretti e un progetto ambizioso da realizzare assieme". Nel linguaggio politichese tutto questo significa tutto e il contrario di tutto. Che in futuro, di questo ne sono sicuro, ci dobbiamo aspettare una platea di cassaintegrati maggiori è indubbio, ma i miliardi sono sempre quelli, ben pochi. La demagogia tende ad accontentare tutti con poco facendo passare tutto questo come una conquista sociale. Ecco perché chi è in cig deve lottare per i propri diritti calpestati: mi riferisco agli operatori aeroportuali che pur pagando,  e di conseguenza finanziandolo, non possono usufruire del fondo volo. 

Autostrade default per 19 miliardi

[Gli uomini dell’occidente vivono come se non dovessero non morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.
Dalai Lama] Arriva il passo indietro dei Benetton che apre all'accordo su Autostrade per l'Italia. L'intesa passa dall'ingresso di Cdp con il 51%, che renderà di fatto Aspi una public company. E da una revisione complessiva della concessione, dai risarcimenti alle tariffe. E' l'alba quando, dopo sei ore di riunione assai tesa e dure discussioni, il Consiglio dei ministri dà mandato a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all'uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell'azionariato, poi con un'ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi. Ai ministri Roberto Gualtieri, che ha portato sul tavolo del Cdm la proposta finale dell'azienda, e Paola De Micheli viene dato il mandato a definire gli altri aspetti dell'accordo. Sul tavolo il premier Giuseppe Conte fino all'ultimo tiene l'arma della revoca: "Se gli impegni assunti questa notte non vengono rispettati, sarà revoca", spiega un ministro. Autostrade per l’Italia, su cui in questi giorni pende la possibile revoca delle concessioni autostradali di cui è titolare, è una società che, senza contare l’indotto, impiega 7 mila dipendenti, di cui oltre 1.400 operai che lavorano lungo la rete, 2 mila esattori e circa 600 ingegneri. Le sue società concessionarie sono: Autostrade per l’Italia (2854,6 km di rete in concessione), Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco (5,8 km) gestore della parte italiana dell’omologo tunnel, Raccordo Autostradale Valle d’Aosta (32,4 km) arteria di collegamento tra Aosta e il Monte Bianco, Tangenziale di Napoli (20,2 km) asse portante al servizio dell’area metropolitana napoletana, Autostrade Meridionali (51,6 km) che gestisce l’autostrada Napoli-Pompei-Salerno e Società Autostrade Tirrenica che detiene la Concessione per la realizzazione della tratta autostradale Livorno-Civitavecchia (lunghezza prevista 242 km di cui 54,65 km già in esercizio). In totale, gestisce 3.020 km di autostrade e oltre, 200 aree di servizio, serve 15 regioni e 60 province. Il Piano strategico 2020-2023, messo in campo dalla società, ma bloccato per la difficoltà di approvvigionamento finanziario causate dall’attuale situazione, prevede investimenti per 14,5 miliardi, divisi in 7,5 miliardi di euro per l’ammodernamento dei principali asset strategici della rete, 5,4 miliardi di euro per investimenti programmati: importi triplicati rispetto al quadriennio precedente e 1,6 miliardi di euro per spese in manutenzione. Previsto anche un piano di assunzione di mille persone tra ingegneri, tecnici, operai, ed esattori. 450 assunzioni in 12 mesi, di cui quasi 100 ingegneri, con un’età media di 37 anni. Altro capitolo importante sono le Grandi opere, la cui costruzione è stata affidata ad Aspi. Tra queste figura la Gronda di Genova, peraltro dichiarata opera prioritaria dal Governo la scorsa settimana. La nuova infrastruttura comprende 65 km di nuovi tracciati autostradali e, data la complessità dal punto di vista orografico del territorio attraversato, si sviluppa quasi interamente in sotterraneo. L’opera permetterà la suddivisione del traffico cittadino da quello pesante e di attraversamento, alleggerendo l’unico asse stradale ligure oggi costituito dalla A10 con un risparmio stimato di 3.5 milioni di ore da parte degli utenti del sistema di viabilità autostradale e locale dell’area genovese. C’è poi il passante di Bologna, sviluppato per risolvere le criticità trasportistiche, di un nodo strategico a livello internazionale, nazionale e metropolitano, prevede l’ampliamento per 13 km complessivi, del sistema autostradale e tangenziale di Bologna dallo svincolo di Borgo Panigale allo svincolo di San Lazzaro. Nel 1950 viene costituita dall’Iri la Società Autostrade Concessioni e Costruzioni Spa con l’obiettivo di partecipare, insieme ad altri grandi gruppi industriali, alla ricostruzione post bellica dell’Italia. Nel 1956, grazie alla firma della prima Convenzione tra Anas e Autostrade, parte il progetto dell’Autostrada del Sole tra Milano e Napoli, inaugurata nel 1964. Nel 1982 si costituisce, con l’aggregazione di altre società concessionarie autostradali, il Gruppo Autostrade, che viene quotato in borsa nel 1987. Nel 1999 Autostrade viene privatizzata e al Gruppo Iri, azionista di riferimento dalla nascita della società, subentra con il 30 % un nucleo stabile di azionisti privati, riuniti nella società Schemaventotto; il restante 70 % è quotato in Borsa. Infine, nel 2003, a seguito di un nuovo assetto organizzativo, le attività di concessione autostradale vengono conferite ad Autostrade per l’Italia, controllata al 100% da Autostrade SpA (oggi Atlantia) che rimane quotata in borsa.

La libertà di stampa al tempo del c19

[Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale. Solo il coraggio di continuare che conta. Churchill] "Eroi dell'informazione": Reporters sans frontières (RSF) ha pubblicato oggi una lista di 30 tra giornalisti, media e lanciatori d'allerta che hanno contribuito attraverso il loro lavoro a salvare vite umane in piena pandemia da Covid-19, a volte al prezzo di pesanti conseguenze personali.    Secondo RSF, questi "eroi dell'informazione" provenienti dai cinque continenti si sono distinti nella loro lotta per la libertà della stampa in un momento di crisi eccezionale.    Pubblicando informazioni affidabili sulla gravità della pandemia o denunciando le disfunzioni nella gestione del virus da parte delle autorità "hanno contribuito a resistere alla censura e a lottare contro la disinformazione galoppante che mettono in pericolo la salute delle popolazioni", avverte RSF.    Alcuni di questi eroi l'hanno pagata a caro prezzo, con rappresaglie diverse, tra cui carcere e minacce. Tra i "30 eroi", c'è il medico cinese Li Wenliang che "per primo ha avvertito il mondo sugli inizi di un'epidemia fulminante" o l'avvocato Chen Qiushi che attraverso il suo blog ha denunciato il "caos che regnava negli ospedali di Whuan". "Il primo è morto per Covid-19. Il secondo è stato posto in quarantena forzata e non è più riapparso", deplora RSF. Nella lista ci sono anche il vignettista Ahmed Kabir Kishore che rischia la prigione a vita per i disegni in cui denuncia la corruzione o la 'reporter coraggio' dell'Afghanistan, Anisseh Shahih, che nonostante il propagarsi dell'epidemia ha continuato ad informare senza tregua. I reportage sull'attentato contro l'ospedale di Kabul in piena pandemia, sulla cattiva gestione della crisi sanitaria e sui colleghi contaminati, sono altrettanti esempi di professionalità scrive l'Ong con sede a Parigi. Nominato eroe, tra gli altri, anche il reporter Vijay Vineet, che rischia 6 mesi di carcere in India o il corrispondente del New York Times a Pechino, Chris Buckley, il cui visto non è stato rinnovato "per la prima volta in 24 anni".  La giornalista filippina Maria Ressa, una delle critiche più feroci del presidente Rodrigo Duterte, è stata condannata oggi per diffamazione via internet e rilasciata su cauzione, in un caso denunciato dalle organizzazioni per i diritti umani come un esempio di persecuzione politica e che potrebbe costare alla reporter fino a sei anni di carcere. Nominata 'persona dell'anno' da Time nel 2018 assieme ad altri giornalisti, Ressa è stata arrestata l'anno scorso negli uffici del sito di informazione Rappler da lei fondato e giudicata colpevole di aver diffamato il potente uomo d'affari attribuendogli legami con il narcotraffico e il traffico di esseri umani. "La crisi del Covid-19 ha dimostrato chiaramente l'importanza del lavoro dei media. Nei periodi di incertezza, l'accesso a informazioni verificate e attendibili, libere da ingerenze e influenze indebite, è più che mai cruciale e contribuisce a rendere più resiliente la società.    È preoccupante che in alcuni Paesi la pandemia sia il pretesto per imporre indebite restrizioni alla libertà di stampa". Così l'Alto rappresentante della Ue, Josep Borrell, nella Giornata mondiale della libertà di stampa. "I giornalisti devono poter esercitare liberamente la loro professione. Oggi più che mai, forse, la libertà di stampa è la pietra angolare delle società democratiche, che possono svilupparsi appieno solo se i cittadini hanno accesso a informazioni attendibili e sono in grado di operare scelte informate. Il giornalismo contribuisce a individuare e combattere la disinformazione", afferma Borrell. 

martedì 14 luglio 2020

Intervista a Nino Di Guardo

E' notorio che dalla Lega sono state esercitate pressioni per lo scioglimento del Consiglio comunale di Misterbianco. Alle pressioni della Lega si sono associate quelle di un senatore pentastellato che si è chiesto cosa avrebbe fatto il Prefetto di Catania, parente di un deputato regionale che dell’ex vicesindaco Carmelo Santapaola era stato in Misterbianco il costante punto di riferimento. Fortemente condizionato dalle pressioni della Lega e dall’esigenza di apparire imparziale, il Prefetto si è determinato per la proposta di scioglimento del Consiglio, realizzando in tal modo l’interesse di quanti miravano a tale obiettivo per la finalità messa sopra in evidenza. Così operando, ha finito oggettivamente con il realizzare anche l’interesse di due parlamentari che avevano mostrato sempre arrendevolezza nei confronti degli interessi dei titolari della discarica.  "Il sistema dei rifiuti in Sicilia è stato basato su un perverso intreccio tra politica, burocrazia e imprenditoria privata: con la complicità di certa politica e di certa burocrazia corrotta è nato un oligopolio che ha gestito l'80% del sistema. Tutto ciò è stato agevolato da uno stato emergenziale che si è protratto per circa 20 anni". Lo ha detto il presidente della regione Nello Musumeci intervenendo all'Ars per esporre la relazione di metà legislatura. Lo scioglimento del comune di Misterbianco per infiltrazioni mafiose ha obbedito alla logica del potere mafioso – esclamai con vigore. Si è voluta spegnere una voce istituzionale che inflessibilmente si è levata contro la discarica e il malaffare. Chi ne trarrà i vantaggi? Sicuramente alcuni squallidi personaggi politici e qualche potentato economico avvezzo alla corruzione. Il  tema delle infiltrazioni di Cosa nostra nel settore dei rifiuti è stato centrale anche negli scioglimenti per mafia dei comuni di Corleone, Mazzarrà Sant'Andrea, Borgetto, Misterbianco, San Cataldo, San Cipirello, Vittoria. Insomma l'argomento resta complesso. Agli scioglimenti delle amministrazioni sono corrisposti poi proscioglimenti in sede giudiziaria per gli amministratori". Alcuni esempi hanno riguardato i comuni di Scicli, Siculiana e Racalmuto. Casi in cui, dopo il provvedimento del Viminale, le indagini delle Procure, appunto, non portarono a riconoscimenti di responsabilità delle amministrazioni comunali. Viene nominato Assessore all’Energia il giudice Nicolò Marino, al cui assessorato, nel 2013, passeranno le competenze in materia di autorizzazioni alle discariche, prima assegnate all’assessorato al territorio. L’Assessore voleva fare sul serio ma, ben presto, si sarebbe scontrato con l’immane sistema di potere operante in Sicilia proprio attorno agli interessi sulle discariche. Nel gennaio 2014, Marino nominò una commissione d’indagine per fare chiarezza sugli iter istruttori al rilascio delle autorizzazioni e all’esercizio delle discariche private Oikos, Sicula trasporti, Tirreno ambiente e Siculiana. l’Assessore Marino entrò in contrasto con il gruppo di comando del governo regionale, formato da Montante, Lumia e Catanzaro, e Crocetta, da mero esecutore, lo licenziò. Abbiamo intervistato l'ex sindaco di Misterbianco  Nino Di Guardo. Nella sua recente vicenda politica da chi è stato difeso? Politicamente da nessuno. La mia voglia di restituire al mio comune la dignità negata non ha avuto molta compagnia. Solo insieme la mia determinazione a denunciare questo misfatto  commesso a Misterbianco. Ho espresso le mie critiche su un atto criminale commesso, mi sono appellato al tar del Lazio, infine ho scritto questo libro “il delitto imperfetto”,dove smonto la montatura giudiziaria del prefetto. Non si può sciogliere, mortificare la democrazia di un comune senza elementi concreti. La storia non si fa con chiacchiere e supposizioni. Per fortuna viviamo in uno stato democratico, anche se ci sono forze e poteri incontrollabili, io metto la mia faccia per chiedere giustizia a una comunità offesa ingiustamente.  Lei è stato ascoltato dalla commissione regionale antimafia? Per una vicenda diversa alla mia. Era stato sentito per lo scioglimento di altri comuni nella provincia di Catania. Ma ho anche detto le mie ragioni in riferimento alla discarica, aspetto che venga messo all’ordine del giorno la vicenda che ha colpito ingiustamente il comune di Misterbianco.  Possiamo parlare non di ignoranza ma esclusivamente di malafede ... Certamente. Travata la colpa si cerca la pena, a Misterbianco si è stabilita la pena (scioglimento) poi si cerca la colpa creando un castello di carta.  Lei ritiene che il prefetto ha troppi poteri. Quale è  l’anomalia di questa legge? Che il prefetto ha la discrezionalità assoluta, quello che dice il prefetto è incontestabile è il consiglio dei ministri prende la decisione, senza nessun contraddittorio. E siccome il prefetto è lo stato il gioco è fatto. In quel momento la lega era al governo e il prefetto ha ubbidito.  La negazione di un luogo pubblico per la presentazione del suo libro è stato un fatto gravissimo .... ...eccessivo, eclatante, direi. I commissari tenuto conto del titolo del libro e del suo contenuto hanno ritenuto opportuno applicare una sorta di censura in nome dell’antimafia e della legalità, uccidono la legalità e il diritto.  La sua vicenda ha dei collegamenti con la vicenda Montante? In questo caso non so quanto c’entra Montante. Però io dedico un capitolo del mio libro alla discarica vicino a Misterbianco. Questa discarica ha avuto come alleati i vari prefetti che si sono succeduti nel tempo. I vari prefetti hanno favorito la discarica Tiriti illegittima. Lei si ricandiderà per diventare sindaco di Misterbianco?  Se le mie richieste verranno accolte Misterbianco potrà ritornare a camminare a testa alta. Io non sono un ragazzino, è la quinta volta che faccio il sindaco, mi interessa solo riscattare l’onore della mia città. Visto che lei è stato deputato del pd ma quale futuro vede per questo partito? Siamo una nazione alla deriva, amministrata da incompetenti. Tenuto conto di tutta la realtà negativa che ci circonda il pd resta un  baluardo contro chi non ama l’Europa e l’Italia senza Ue avrebbe un destino molto incerto. 

Isola ricorda Joe Di Maggio

[Chiunque può resistere alle avversità; se vuoi testare veramente il carattere di una persona, dagli il potere. Abraham Lincoln] Dal 26 agosto 2020 ad Isola delle Femmine si svolgerà il “Joe Di Maggio Festival”. Sarà una manifestazione dedicata al “turismo delle radici”  legata a Joe Di Maggio. Il campione di baseball, famoso anche per aver sposato Marilyn Monroe, infatti era originario di Isola Delle Femmine. I suoi genitori si sposano il 9 dicembre 1897 presso la chiesa Maria Santissima delle Grazie di Isola delle Femmine, ma nel 1902 lasciano la Sicilia per gli Usa, dove si stabiliscono a Martinez, cittadina della California a pochi chilometri da San Francisco. Il 25 novembre 1914 nasce Joe. Nel 1931 inizia a giocare con i San Francisco Seals dove rimane per quattro stagioni, ma nel 1934 viene ceduto ai New York Yankees, dove rimarrà fino al 1951, quando si ritira dallo sport agonistico. Nel frattempo si sposa due volte, la prima dal 1939 al 1943 con l’attrice Dorothy Arnold e dalla loro unione nasce il suo unico figlio: Joe Di Maggio jr. Il 14 gennaio 1954 sposa Marilyn Monroe, dalla quale divorzia nel giro di un anno. I due rimangono comunque buoni amici. Nell’agosto del 1962, quando Marilyn muore in circostanze misteriose, Di Maggio organizza i suoi funerali pagando tutte le spese. Per più di trent’anni fa recapitare sulla sua tomba un mazzo di rose rosse, tre volte la settimana. Nell’agosto del 1955 arriva a Roma e decide di fare visita al paese di origine dei suoi genitori. Doveva tornare nel 1993, a 78 anni, ma un forte malore causato dalla fatica lo blocca a Roma. Il sindaco Mannino fu costretto a delegare l’allora consigliere Stefano Bologna, attuale sindaco, a volare a Roma per consegnare la cittadinanza onoraria a Joe Di Maggio. L’incontro si svolge due giorni dopo, alla Farnesina. Muore l’8 marzo 1999 a Hollywood, in Florida, per un cancro ai polmoni.