mercoledì 21 febbraio 2018

S. Pier Damiani

Cardinale e vescovo di Ostia. Nasce a Ravenna nel 1007. Terminati gli studi si dà all'insegnamento, ma subito l'abbandona ed entra nell'eremo di Fonte Avellana dove è eletto priore. In periodi di calamità aiuta i Romani Pontefici con la sua opera, con gli scritti e con le ambascerie, nel promuovere la riforma della Chiesa. Instancabile assertore della purezza della Chiesa, svolge un ruolo di primo piano nella politica ecclesiastica ed ha rapporti con le personalità più in vista del suo tempo. Si occupa con zelo dei conventi affiliati a Fonte Avellana: nelle sue prediche di fuoco raccomanda ai monaci una vita intensamente ascetica. Condanna aspramente la smodatezza del clero e combatte duramente la simonia, cioè la pratica per cui si acquistavano con denaro cariche ecclesiastiche. Creato Cardinale e vescovo di Ostia da Stefano IX, muore a Faenza il 22 febbraio 1072. Altri santi: S. Eleonora, B. Maria Enrichetta Dominici.

martedì 20 febbraio 2018

S. Eleuterio, vescovo e martire

Vescovo di Tournai. Mite vescovo di Tournai, in Belgio, è vissuto dal 456 al 532, morendo martire per Cristo. Dopo aver battezzato il re Clodoveo, insieme a Remigio, evangelizzarono la gente, svolgendo una preziosa opera pastorale. Tentarono di comporre gli attriti tra cattolici e ariani. Il sinodo di Orlèans, celebrato nel 511, al quale partecipò Eleuterio, sanzionò l'influenza dei re franchi sulla Chiesa, attizzando però la rivolta dei Visigoti ariani, che se la presero con l'umile vescovo di Tournai. Eleuterio venne assalito nella sua dimora e percosso duramente, al punto che di lì a poco morì. La sua urna funeraria, custodita nella cattedrale di Tournai, è tuttora meta di pellegrinaggi. Altri santi: S. Ulrico, S. Eucherio, S. Zenobio.

DUROV CONTRO PUTIN

[La vita è un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi. Danny Kaye] Pavel Durov è attualmente proprietario di una discreta fortuna quantificata dalla rivista Fortune in 300 milioni di dollari, messi al sicuro all’interno delle impenetrabili – anche dalle autorità fiscali – cassaforti svizzere. Il milionario è l’unica fonte di finanziamento di Telegram, per il quale spende oltre un milione di dollari al mese (il dato è aggiornato al 2016) per il mantenimento dei server e dell’infrastruttura dell’applicazione. È ormai di dominio pubblico che Pavel Durov abbia un passato estremamente italiano, di cui però non sembra particolarmente fare sfoggio – se escludiamo quale parte del suo heritage nel Belpaese le sue magnifiche (e magnificamente costose) vacanze in Umbria; nonostante sia nato a Leningrado (nel 1984 infatti l’URSS era ancora in funzione, nonostante la cappa della consunzione storica gettasse già ombra sul Cremlino stesso) ha trascorso gran parte della sua infanzia a Torino. Nella città piemontese il fondatore di Telegram seguì il padre, Valery, rimanendovi sino ai 17 anni e frequentando le scuole elementari, medie e liceali presso una struttura privata cattolica, l’istituto sant’anna Falletti di Barolo- nel 2001 infatti fece ritorno in Russia; da lì poi si iscriverà all’Università Statale di San Pietroburgo, seguendo le orme del genitore e laureandosi a sua volta in filologia. Nello stesso ateneo (uno dei più grandi e vecchi del Paese, frequentato anche da personaggi del calibro di Lenin, Putin e Medvedev) il fratello Nikolai si laureerà in matematica e sarà proprio durante gli anni giovanili che ai due componenti della famiglia Durov verrà l’idea di sviluppare una piattaforma di collegamento tra gli studenti, VKontakte, sulla falsariga di Facebook. Ha lanciato la sfida a Zuckerberg qualche anno fa, creando VKontakte (VK), il social network clone di Facebook che in Russia detiene il primato di iscrizioni con circa 200 milioni di utenti. Un successo formidabile che recentemente ha spinto Zuckerberg a Mosca, per testare con mano le difficoltà di Facebook nel territorio sovietico. Il multimiliardario fondatore e ceo di Facebook ha compreso che queste difficoltà hanno un nome e un volto: Pavel Durov. VK in Italia non è raggiungibile. Inutile provare a connettersi. È stato oscurato nel novembre dello scorso anno su richiesta del Tribunale di Roma per violazione di copyright. Sul sito di Durov, infatti, era stato caricato l'ultimo film di Checco Zalone «Sole a catinelle». La denuncia di Medusa Film fu immediata, e i giudici diedero ragione alla società del gruppo Mediaset disponendo l'oscuramento del sito e ordinando a tutti i provider italiani di bloccare le connessioni verso VK. E se la domanda più scontata può essere “ma cosa va a farci un italiano su un social network russo”, la risposta sembra venir fuori dai contenuti che VK offre ai suoi utenti. Perché a differenza di Facebook, il social network di Durov non sembra granché regolamentato. Sulle bacheche finisce di tutto: musica, film, contenuti proibiti. Un posto decisamente anarchico, nella rigorosa Russia di Putin. Così l'episodio che tocca da vicino l'Italia si aggiunge al novero dei casi che alimentano le fantasie anche più strambe. C'è chi ritiene Durov un uomo di Putin, tanto che il social network avrebbe bannato i gruppi contro il presidente russo. Chi, al contrario, lo ritiene un pericolo costante per il Cremlino. Un tipo incontrollabile. Una scheggia impazzita, anche se i servizi segreti russi, come ci si potrebbe aspettare, lo avrebbero avvicinato più volte. Si narra che qualche anno fa, dalla finestra dell'ufficio di Pavel a San Pietroburgo volassero aereoplanini di carta. Ma non di carta semplice. Aeroplani fatti con banconote da 5mila rubli (circa 120 euro). Durov si divertiva a lanciare soldi, un po' come l'ultimo Di Caprio in "The wolf of Wall Street". Leggende metropolitane. Quello che si sa di certo è che oggi Pavel Durov sta cercando di fare lo sgambetto a WhatsApp, l'ultimo regalo miliardario che Mark Zuckerberg s'è voluto fare.

Shopping Granarolo in Uk

[Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi. Charlie Chaplin] Shopping inglese per Granarolo. L'azienda agroalimentare emiliana, attraverso la controllata Granarolo Uk, ha acquisito il 100% di Midland Food Group, distributore di prodotti alimentari nel Regno Unito. L'azienda britannica - si legge in una nota - conta su 224 dipendenti e un fatturato previsto di 70 milioni di euro, serve migliaia di clienti tramite due magazzini di proprietà a Willenhall nella zona di Birmingham e a Basingstoke in quella di Londra e opera anche attraverso il portale e-commerce iDeli. Con l'acquisizione di Midland, l'Inghilterra rappresenterà dopo l'Italia e la Francia, per Granarolo, il terzo paese per fatturato con l'obiettivo di raggiungere i 100 milioni di euro "Con l'acquisizione di Midland Food Group - dichiara nella nota Gianpiero Calzolari, presidente del gruppo Granarolo - puntiamo a entrare in misura ancora più significativa nel mercato inglese, che nel 2016 ha registrato ricavi totali per circa 100 miliardi di euro in crescita costante".

Torre Libeskind nuova sede Pwc

[Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita. Mark Twain] Dal 2020 la torre Libeskind si ergerà nel business district di Citylife e diventerà la nuova sede milanese di Pwc. “È  un esempio di real estate moderno" ha detto l'a.d. di Generali Real Estate e presidente di Citylife, Aldo Mazzocco, spiegando che il suo valore di mercato stimato "sarà tra i 270-280 milioni di euro". Denominata "il Curvo", per la sua forma che si sviluppa verticalmente come un prisma, la torre dell'architetto Daniel Libeskind ospiterà 3.000 professionisti e si affiancherà, con i suoi 175 metri di altezza e 31 piani, agli altri due grattacieli simbolo del progetto Citylife: Torre Isozaki (la più alta e acquistata da Allianz) e Torre Hadid, che ospiterà la nuova sede di Generali. Per l'architetto Libeskind, "Milano è un esempio fantastico di città storica con una tradizione molto potente che è stata capace di spingersi avanti verso il mondo contemporaneo", unendo questa tradizione con l'innovazione.

lunedì 19 febbraio 2018

S. Corrado Confalonieri da Piacenza

Pellegrino ed eremita. Era un nobiluccio amante dei tornei e delle armi, un soldato di ventura che tra una battaglia e l'altra andava a caccia di lepri e cinghiali fra i boschi della padania. Per stanare le prede un giorno non esitò ad appiccare il fuoco a un intero bosco, incenerendo i raccolti nei campi limitrofi. Il governatore di Piacenza condannò a morte il primo malcapitato trovato nei paraggi del bosco. Fu allora che Corrado mostrò il suo lato migliore e cambiò vita. Vendette tutti i suoi beni e si ridusse in povertà. D'accordo con la moglie, divenne terziario francescano. Col bastone del pellegrino si mise in cammino e, di santuario in santuario, arrivò ad affacciarsi sullo stretto di Messina. A Noto, nei pressi di Avola, trovò dimora stabile in una cella accanto alla chiesa di San Michele. La solitudine durò poco, perche’ la fama della sua santità attirava alla sua cella i primi devoti. Così andò a rifugiarsi nella grotta dei Pizzoni, fuori città, dove morì nel 1354.Altri santi: S. Tullio, S. Mansueto, B. Bonifacio di Losanna.

Tsahal pronto a colpire

[La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri. Oscar Wilde] Il 6 febbraio 2018 Israele ha bombardato un centro di ricerca militare siriano a Jamaraya, vicino Damasco.  L’esercito israeliano ha giustificato l’operazione proclamandola mirata a distruggere un centro di ricerca sulle armi chimiche. La motivazione  d’Israele è stata respinta dal segretario alla Difesa degli Stati Uniti, generale Jim Mattis, che l’8 febbraio scorso ha dichiarato a un giornalista di Newsweek che non esiste alcuna prova dell’utilizzo di armi chimiche da parte della Siria. In realtà, il centro di Jamaraya ospitava tecnici iraniani che stavano adattando metodi di guida di precisione di missili a lungo raggio. L’esercito israeliano teme che l’Iran aiuti i siriani a recuperare il Golan che, secondo il diritto internazionale, occupa illegalmente. Quantomeno questo è quel che si è potuto dedurre dalla mappa pubblicata la sera dell’11 febbraio dall’esercito israeliano, poi ritirata dallo Tsahal, dove il Golan è segnato come “territorio conteso” e non come parte integrante d’Israele. L’Iran avrebbe fatto sorvolare il Golan occupato da un drone paragonabile a un RQ-170 Sentinel americano, fatto partire dalla sua base di Palmira. Lo Tsahal l’avrebbe abbattuto e avrebbe lanciato una vasta operazione, allo scopo di distruggere sette siti iraniani in Siria. Un F-16 israeliano è stato abbattuto dalla Siria. Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha mostrato oggi, durante la Conferenza sulla sicurezza a Monaco, il frammento di un drone iraniano abbattuto giorni fa dall'aviazione israeliana dopo che era penetrato nel territorio di Israele. Ironizzando sulle smentite ufficiali giunte in merito da Teheran, Netanyahu ha lanciato verso il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif una domanda ironica: "Signor Zarif, lo riconosce? È vostro". L'Iran - ha detto - rappresenta oggi ''la maggiore minaccia per il nostro mondo''. Il regime iraniano, ha aggiunto, ''minaccia di distruggere Israele''. ''L'Iran non è  una minaccia solo per noi, ma anche per voi'' ha detto ai partecipanti della conferenza. Netanyahu ha poi espresso preoccupazione per le ripercussioni dell'accordo sul nucleare con Teheran, che ora conduce ''una politica ancora più aggressiva'' nella Regione. Non si è fatta attendere la replica del ministro degli Esteri iraniano. Zarif ha definito oggi 'fumettista da circo' Netanyahu che, poco prima alla Conferenza sulla sicurezza a Monaco, aveva sventolato il frammento di un drone iraniano abbattuto su Israele. Zarif ha detto che alcuni alla conferenza "ricorrono ai cartoni animati per giustificare errori strategici o forse per evitare la crisi interna", alludendo ai problemi legali di Netanyahu a casa. Lo riportano i media internazionali. Se Israele dovesse provare ad attaccare o colpire il Libano, il Libano è pronto a difendersi: questo il messaggio lanciato dalla tribuna della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera dal ministro della difesa libanese, Yaacoub Sarraf. Il messaggio di Sarraf segue il discorso del premier israeliano, Benyamin Netanyahu, che ha detto che il suo Paese aveva abbattuto un drone iraniano, e che avrebbe colpito, se necessario, l'Iran e i suoi alleati, come l'Hezbollah libanese. Sarraf ha detto: "Ho avuto un drone israeliano sopra la mia testa negli ultimi 15 anni", ma il Libano "non ha intenzioni bellicose". Tuttavia, ha aggiunto Sarraf, se attaccati "ci difenderemo". "Siamo per la pace, ma non sopporteremo alcuna minaccia e non accetteremo alcuna aggressione". "L'escalation di incidenti militari a Gaza e nei dintorni, in risposta a un attacco con un ordigno sabato scorso, dove sono rimasti feriti quattro soldati israeliani, preoccupa seriamente". Lo rende noto un portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae). "Gli attacchi missilistici da Gaza contro Israele sono inaccettabili e devono essere fermati. L'Ue riconosce le legittime preoccupazioni sulla sicurezza di Israele", aggiunge. Nella nota il portavoce sottolinea che è "estremamente importante che la situazione non degradi ulteriormente ed è fondamentale che tutte le parti agiscano con moderazione", precisando che "glieventi recenti evidenziano la necessità di una soluzione politica per Gaza, nel quadro della prospettiva di una soluzione a due Stati" e che "tutti i gruppi terroristici a Gaza devono disarmarsi".  Nel raid condotto la scorsa notte, in reazione al lancio di un razzo contro il Neghev, l'aviazione israeliana ha distrutto un "tunnel terroristico" scavato nel sud della Striscia di Gaza, nei pressi del valico commerciale di Kerem Shalom. Lo ha rivelato il ministro della difesa Avigdor Lieberman, in una seduta del suo partito Israel Beitenu.  Intanto il coordinatore delle attività israeliane nei Territori, generale Yoav Mordechai, ha avvertito che Israele non tollererà più il ripetersi di manifestazioni di protesta di abitanti di Gaza accanto ai recenti di confine, perché esse - ha affermato - servono da copertura ad attacchi terroristici. Negli ultimi mesi già 15 dimostranti "inviati da Hamas", ha aggiunto, sono stati colpiti a morte. "I dirigenti di Hamas non mandano i loro figli al confine. Fareste meglio - ha concluso il generale - a dimostrare piuttosto contro di loro".